MicragnOsa!

Bergamo basket 2014 – Osa: 53-45
Poco ma sicuro, da un po’ di tempo a sta parte siamo diventati tirchietti! Peccato che,
superando in avarizia persino zio Paperone, si sia deciso di risparmiare in canestri invece
che in dollaroni d’oro. Dopo avere “speso” la miseria di 47 punticini contro Seregno, infatti,
stavolta riusciamo a fare pure “meglio” lasciandone appena 45 in quel di Terno d’Isola
(sigh…), e così a portarla a casa si fa più ardua che a scalare l’Himalaya!
Che in una uggiosa domenica mattina si sia scesi dal letto con il piede sbagliato può pure
capitare, ma, per cortesia, non facciamone una consuetudine, anche perché ai refertini rosa
c’eravamo affezionati e ,si sa quanto pesi rinunciare a certi vizi!
Pronti via e non appena l’arancia comincia a rimbalzare ci ritroviamo in un film dell’orrore
che nemmeno Dario Argento. Se fosse uno sport da “pedata” si potrebbe citare la fatidica
frase “fatichiamo a superare la metà campo”! Passaggi alla luna, azioni da uno contro tutti,
palla che non gira nemmeno ci fosse il blocco del traffico! Insomma, il 9 a 2 che si legge
sulla tabella a metà quarto pare persino bonario. Timeout di Coach Guido e qualcosina a
dire il vero cambia. Non che il 20-10 che ci portiamo sulla gobba all’alba del secondo
periodo ci faccia fare i salti di gioia, ma sulla curva giallorossa aleggia comunque la
consolante convinzione che sarebbe potuta pure andar peggio.
Urgerebbe ( e proprio d’urgenza si tratta!) ridurre in maniera drastica la montagna d’errori
gratuiti che concediamo ad avversari quantomai agguerriti e baldanzosi.
E qualcosina di buono in effetti i nostri provano a farla, niente di trascendentale per carità,
ma sufficiente a farci andare negli spogliatoi sul “calcistico” punteggio di 26-20: divario
ridotto di quattro punticini, non il Taj Mahall sia chiaro, ma mai come oggi bisogna
accontentarsi di quello che passa il convento.
Rampogne a gò gò? Cazziatone Biblico? Terremoto da imprecazioni cestistiche? Non ci è
dato sapere, fatto stà che in campo nel terzo quarto rientra un’Osa nemmeno lontana parente
di quella vista finora. Attenti dietro, precisi davanti, riusciamo pure ad attaccare il ferro e ad
aumentare le percentuali al tiro da fuori ( fin lì appartenenti più al mondo della
microbiologia che a quello della palla al cesto!). Risultato, carissimo monsieur de Lapalisse,
è che rientriamo del tutto nel match: 35-34 alla sirena, e ultimo quarto che si trasforma in
una specie di spareggio.
Ora, che gli dei del basket siano volubili è cosa che non stupisce né scandalizza, ma è chiaro
che li si preferisca quando si dimostrano benevoli, e stavolta purtroppo per noi non è proprio
così. Un paio di conclusioni (forse pure tre…) che dopo una lunga e soddisfacente gita
intorno all’anello, invece d’insaccarsi beate escono crudeli, fanno allegra (l’allegria è più di
Bergamo che nostra…) compagnia con un paio di “bombe” in rapida successione che hanno
l’effetto d’una mazzata sul capocollo!
Sfortuna quindi? Nemmeno per sogno! Se infatti è vero, come è vero, che la dea bendata
nutra una certa predilezione per chi dimostra audacia, allora ci tocca l’amara, ma utilissima,
occasione di riflettere su come e dove migliorare, a cominciare dall’approccio alla contesa,
dalla mentalità e dalla concentrazione! Come dire, per voler essere originali a tutti i
costi…che una sconfitta possa rivelarsi più utile d’una vittoria? Si vabbè, però ora non
facciamo che diventi un’abitudine!
Un abbraccione grosso grosso a tutti e, oggi più che mai….FORZA OSA!!!
(BV)

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