DoviziOsa!

Nuova Argentia – Osa: 66-77
Da Gorgonzola, il nostro inviato.
Dovizioso in Qatar, doviziOsa a Gorgonzola! Il primo in moto, l’altra in canotta da basket ,
ma il risultato è lo stesso: una bella vittoria!
Spinto dal cuore biancazzurro, stavolta seguo la mia SPAL in quel di San Siro (anche se
con il senno di poi forse sarebbe stato meglio accomodarmi sugli spalti del palazzetto di
Gorgonzola…sigh), ma dalle sedici e trenta d’un assolato pomeriggio milanese pendo dalle
labbra, anzi…dal dito…( sia benedetto whatsapp…ndr), del nostro precisissimo e
puntualissimo inviato al match.
Trepidando nell’attesa tra un messaggino e l’altro, apprendo che la cominciamo benino e ci
prendiamo qualche punticino di vantaggio che non fa mai male. Ma poi un po’
d’imprecisione, che insieme alla fretta non fanno per niente una bella coppia, e finiamo sotto
di tre sul tabellone alla fine primo quarto. La sinfonia pare non cambiare di molto nei
secondi dieci minuti. In fila nell’ingarbugliato serpentone di auto che s’allontana dal Meazza
gli aggiornamenti raccontano, infatti, d’una sfida punto a punto, con la Nuova Argentia che
riesce a tenere in mano le redini della contesa. 31-27 per i nostri avversari alla pausa lunga,
e mi sovviene che, raccontata così, non ci si capacita proprio di come facciano quelli di
Gorgonzola ad avere solo due punticini in classifica…
C’è chi, come me, trascorre i dieci minuti di intervallo a raggiungere la stazione della metro
gialla di Sondrio, e chi evidentemente, come coach Rossini, sa spenderli meglio trovando le
paroline magiche con i suoi giocatori. E si vede nel terzo quarto: primo whatsappino che mi
rallegra alquanto, parzialino a nostro favore e adesso ne abbiamo sette di vantaggio e sei e
qualcosa dalla sirena. Attendo ansioso, e vengo premiato di nuovo, continuiamo a spingere
sui pedali e ci ritroviamo sul 47 a 35, prima del 55 a 44 sempre nostro con il quale arrivo a
Loreto ed esco dalla metro (che nel frattempo da gialla è diventata verde…). Adesso non mi
rimane che passare dal Carrefour, mentre attendo gli aggiornamenti dell’ultimo e decisivo
quartino. Vago distratto tra gli scaffali usando una mano sola visto che l’altra stringe il
telefonino, che purtroppo “vibra” notizie poco allegre: come ci si poteva aspettare Argentia
non ne vuole sapere d’arrendersi e la recupera mica male. 54 a 59 noi a 7 scarsi dalla fine e
tutto ancora in bilico con l’inerzia che adesso è tutta per i nostri avversari. Mentre, davanti al
banco dei formaggi, mi chiedo se l’acquisto d’una confezione di squisito zola con la goccia
possa essere di buon auspicio, m’arriva la notizia d’un benedetto “parzialino” a nostro
favore: 63 noi 55 loro, non la fine del mondo, ma respiriamo un po’ meglio. Lo interpreto
come un “segno” e decido di mettere il gustoso latticino nel cestello. Ne mettiamo altri
quattro e a sto punto mi sento come se fosse tutto merito mio: 55-67 che si trasforma in un
60 a 70 sempre per noi a tre e qualcosina dal traguardo. Serve l’ultimo colpo di reni. Quando
poi ad un giro di lancette dal gong ci ritroviamo sul più undici, sono ormai sulla via di casa
e comincio ad assaporare sia la vittoria che lo spuntino che m’aspetta. Il 66-77 finale che ci
regala l’agognato referto del colore della celebre pantera, attesta una volta di più come in
questo girone dal livello tecnico e agonistico così elevato, ogni vittoria vada sudata e
conquistata con concentrazione, impegno, e magari quel pizzico di buona sorte che non
guasta mai. Perché, e basta dare un’occhiata alla classifica, la differenza da qua alla fine la
faranno sopratutto i dettagli.
Un Abbraccio “spallino” a tutti e…FORZA OSA!!!
(BV)

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