Barbisan Bose

Continuano le chiacchierate/interviste con i nostri giocatori. Oggi è il turno di Bosa e Barbisan, due dei tre nuovi arrivi.

Compagni da una vita, da quanto vi conoscete?

Bosa: “Tu sei arrivato a Rovello quando ti sei messo con Marta no? Io con Fra mi sono messo nello stesso anno, nel 2013. A Rovello sono arrivato nel 2012, tu mi pare nel 2013/2014. Barbi ieri non poteva fare l’intervista perché era l’ottavo anniversario, io tra pochi mesi anche faccio 8 anni quindi è facile”.

Barbi: “Eh però io mi sono messo con Marta nel 2012. Bisogna precisarlo altrimenti qualcuno mi tira le orecchie. Prima ho conosciuto la mia ragazza e poi Bosa, sia chiaro”.

Il campionato non è mai partito e gli allenamenti si sono fermati presto. Scopriamo però le prime impressioni.

Come vi stavate ambientando nella società? I ragazzi come vi sembrano?

Barbi: “Dopo diversi anni passati in una società, non è immediato ambientarsi in un’altra e capire le cose che ti vengono richieste. Stavamo lavorando e mi pare che lo stessimo facendo bene. Il gruppo mi ha accolto molto bene. Non ci hanno isolato, come magari può succedere in qualche dinamica di squadra. Dal primo allenamento ho visto subito una grande disponibilità nei nostri confronti da parte di tutti”.

Bosa: “Molte persone a cui avevamo chiesto prima di venire in questa società me ne avevano parlato bene. Quindi sono contento che sia stato effettivamente così. Quello che ho notato è che dal punto di vista dell’organizzazione c’è molta più presenza da parte della dirigenza, con l’obiettivo di creare un ambiente, per quanto sia comunque una C Gold, professionale. C’è molta passione e questo mi piace. Da un lato può essere una pressione, ma dall’altro sicuramente fa molto piacere avere presenza e serietà. Sui ragazzi è come ha detto Barbi, e onestamente non vedo l’ora di tornare in campo per conoscerli ancora meglio”.

Sono dei ragazzi e compagni tranquillissimi, mai una parola fuori posto. Ma nascondono qualcosa?

Bosa, mi hanno detto che anche a te a volte partono i 5 minuti dove ti si chiude la vena, per esempio: hai tirato un calcio a qualcuno? Mi sbaglio? Barbi, a te è mai successo?

Bosa: “Partiamo con il dire che era meritatissimo. Ma era una cosa goliardica tra compagni in allenamento quindi niente di preoccupante. Per quanto riguarda le partite, sono uno che brontola e parla tantissimo con gli arbitri ma conto ancora 0 tecnici per proteste.

Barbi: “sei stato espulso una volta!”

Bosa: “Sì ma è stato assurdo. Uno mi ha fatto lo sgambetto, mi son girato e ho visto l’arbitro che faceva il segno dell’espulsione. Mi sono rasserenato, solo dopo un po’ ho capito che aveva espulso me e un avversario che non c’entrava niente. Infatti, vorrei precisare, ho fatto ricorso e ho vinto”.

Barbi: “No Orso, io sono un buono. Sia dentro che fuori dal campo. Sono sempre sorridente in campo, quando mi arrabbio, lo faccio con me stesso. È più facile che strigli i miei compagni per cercare di svegliarli quando so che non stanno facendo quanto potrebbero. Ovviamente senza alcuna cattiveria”.

Due compagni che giocano da una vita insieme, cosa avranno da dirci a riguardo?

Particolarità o aneddoto sull’altro.

Bosa: “Devi sapere che lui è l’imperatore, re, principe, sindaco di Binzago. Lì c’è un torneo molto importante, con gente che arriva da tutta la Lombardia. Torneo misto, uomini e donne. Lui ha sempre voluto vincerlo, quindi ogni hanno crea la squadra per dominare. La prima cosa è che non mi ha mai invitato. Ha paura che non gli passi la palla. Detto questo, il suo problema è che non trova mai le donne per il torneo, quindi verso maggio apre Facebook e cerca tutte le ragazze che giocano a basket. Qualche anno fa si sofferma su un nome, Cecilia. Cecilia Zandalasini. Non so se sia una diceria, ma siamo andati vicini a vederla al torneo di Binzago. Detto questo, ha scritto a qualsiasi giocatrice, anche di A1. Per concludere, l’anno che abbiamo vinto la C Silver, ha vinto anche il torneo di Binzago, unico giocatore della storia (insieme a “Ago”)”.

Barbi: “Erano i primi anni del torneo, cercavo di reclutare qualsiasi tipo di ragazza. Vorrei precisare anche che al torneo di Binzago, il play e la guardia sono io, per questo non ti ho mai chiamato. Eravamo coperti in quel ruolo, magari prima o poi si libera qualche minuto.

Bosa: “Ormai la mia carriera a Binzago non è mai iniziata e non inizierà, mi sono tirato fuori. L’anno che hanno vinto però alle eliminazioni dirette ero sempre presente con la salamella e la birra”.

Adesso tocca a “Barbi”:

Barbi: “Per quanto riguarda l’aneddoto… Era l’anno scorso, abbiamo appena vinto la C Silver e siamo andati ovviamente a mangiare fuori. Tornando in pulmino eravamo tutti d’accordo sul continuare a festeggiare da qualche parte ma essendo martedì sera tardi, era tutto chiuso. Decidiamo di andare al nostro palazzetto di casa. A Rovello entri dalla tribuna che affaccia direttamente sul campo. Ad un certo punto hanno lanciato un foam roll (rullo) verso il campo. Chi lo ha lanciato voleva colpire il nostro preparatore, sfiga vuole che passi Bosa esattamente in quel momento. Lo ha preso in testa. Aveva un taglio e un rigonfiamento. Un ora per medicarlo, ma dopo ci siamo fumati il sigaro della vittoria”.

Ultima, obbligatoria, domanda.

Vostro quintetto C Gold?

Barbi: “Quello preparato è Bosa. Comunque ti dirò, Marinò come play. Guardia metto Bosa. Ala piccola Clementoni, Romei come centro per finire”.

Bosa: “Playmaker Marinò, guardia Nuclich, da tre Ale Gurioli, da quattro metto Barbisan che senza di lui non gioco. Come centro Gamazo”.

Menzione d’onore per entrambi: Tomaselli.

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