U14 Gialli

OrgogliOsa!

Here You Can – Osa: 68-53
Quello che conta delle belle avventure non è quando finiscono, ma “come”. E la nostra è
finita in gloria. Leggete le ultime righe del commento al match di “Lombardia canestro” e
gonfiate il petto d’orgoglio per i nostri fantastici ragazzi: “ L’Osa è un team combattivo e
tenace, e proprio seguendo questi valori gli ospiti nell’ultimo quarto siglano un 6 a 20 di
break che permette loro di chiudere la stagione a testa alta, altissima, consci di essersi
arrestati al cospetto di una delle squadre più forti dell’intera Lombardia” cit.
L’HYC questa volta è stata più forte di noi e questo è quanto, ma nulla si può togliere alla
fantastica cavalcata che la Corvi-band ci ha regalato quest’anno. Dopo un grosso e meritato
“in bocca al lupo” ai nostri avversari per il proseguo del torneo, non possiamo infatti che
lasciarci andare all’immensa soddisfazione per un percorso di crescita che pare inarrestabile.
Nel cuore e nella mente ci restano le immagini meravigliose dei nostri ragazzi, che
INSIEME hanno sudato, lottato, combattuto, vinto (tanto…), perso (poco…), pianto , gioito,
sono caduti e sono stati sempre capaci di rialzarsi, si sono abbracciati, tuffati per recuperare
una palla o conquistare una contesa, hanno segnato e sbagliato ma senza mai perdere la
fiducia, si sono infortunati (e ne avremmo fatto volentieri a meno, ma pure questo fa parte
del gioco…) e sono venuti lo stesso a fare il tifo per i propri compagni, ma sopratutto hanno
SEMPRE onorato la maglia e i colori che indossavano, e questo fa di loro, oltre che dei Veri
giocatori, anche dei Veri uomini!
Un Enorme Grazie a tutti loro, al Coach e ai suoi assistenti che li hanno guidati in un
percorso che, seppur appena iniziato, già promette più che benino. Agli irreprensibili,
ineguagliabili, efficienti e sempre disponibili dirigenti. E per finire, come non citare la
Mitika “torcida” giallorossa che mai ha fatto mancare il proprio appoggio alla squadra sia a
livello di decibel che d’entusiasmo e incoraggiamento?
Abbiamo passato un anno Meraviglioso assieme ai nostri “ Campioni” e siamo già pronti ad
afrrontare la prossima avventura, sicuri che se come è giusto che sia, l’asticella continuerà
ad alzarsi, ci troveremo pronti alla sfida!
Un abbraccio da PAVONE CON LA RUOTA a tutti e per l’ultima volta
quest’anno….FORZA OSA!!!
(BV)

DeliziOsa!

Seregno – SocialOsa: 51-58
DeliziOsa e dolce come un cono gelato l’Osa ammirata domenica sera a Seregno. Contro un
avversario di livello tecnico e fisico notevole, i ragazzi di coach Corvi hanno sciorinato una
prestazione solida e matura conquistando con merito il passaggio ai quarti di finale del
tabellone regionale. Ma partiamo dall’inizio, o quasi, visto che venendo da altro match
giallorosso, arrivo al bell’impianto brianzolo in ritardo e mi perdo tutto il primo quarto, che
comunque, come apprendo subito, avevamo chiuso in vantaggio di quattro sul 15-11.
Punteggio basso come spesso accade quando la posta in palio è così corposa. Nel secondo
parziale continuiamo sulla falsariga del primo ( cosa che potrei affermare se lo avessi visto
il primo…ma che volete, alla stampa è permesso anche questo!). Chiudiamo bene dietro e
troviamo pure discrete soluzioni in attacco che ci permettono di ampliare il vantaggio fino al
più otto con il quale torniamo negli spogliatoi: 33-25 per noi e, colto da improvvisa
“secchezza del gargarozzo” approfitto della presenza di un baretto in loco e lascio che la
fantasia corra sulle ali tentatrici d’una birretta ghiacciata. Vengo però ghiacciato (io…) dalla
risposta delle due belle e simpatiche “bariste” che mi propongono una non altrettanto
ammaliante Coca Zero…sigh!
Ritorno sugli spalti un pochino abbacchiato, ma a farmi dimenticare le delusioni alcoliche ci
pensano i ragazzi in campo. Sia da una parte che dall’altra infatti non ci si risparmia, con il
risultato che le due squadre producono uno spettacolo di livello eccelso. Seregno mostra di
che pasta è fatta e, con azioni veloci in transizione e una difesa alta e asfissiante, recupera in
fretta lo svantaggio, costringendo coach Corvi al timeout sul 38-37 Osa a due e spiccioli
dalla sirena. Finiamo per chiudere il terzo a più tre, 42-39 e ci aspettano dieci ultimi giri di
lancette da cardiopalma. Come era più che facile pronosticare la gara va avanti sul filo
dell’equilibrio. Canestro di qua, due punti di là. Gli dei del basket a quanto pare non ne
vogliono sapere di prendere posizione, evidentemente divertiti da quello che si vede sul
campo. Adesso i nervi (insieme alla naturale stanchezza…) cominciano a contare più della
tecnica. Il cronometro avanza implacabile e si capisce che a questo punto ogni dettaglio
potrebbe fare la differenza. Da parte nostra siamo bravi a rimanere lucidi quel tanto che
basta per insaccare un paio di conclusioni che ci permettono di metter lì qualche punticino
di vantaggio. Nulla di trascendentale per carità, ma quel che basta per cominciare a sperare
di portarla a casa. Dall’altra parte però c’è una Seregno mai doma che con coraggio e
orgoglio non molla fino alla fine, facendoci sudare fino all’ultimo secondo una vittoria che
vale i quarti di finale!
Complimenti dunque alle due squadre che hanno saputo regalare uno Spettacolo d’altissimo
livello! Un abbraccione da quarti di finale e…FORZA OSA!!!
(BV)

SostanziOsa!

SocialOsa – Nuova Pallacanestro dell’Adda: 76-41
Buona la prima! Comincia con il piede giusto l’avventura nel tabellone regionale. Dopo
quaranta minuti di basket intenso, contro un avversario tenace e capace di non mollare l’osso
fino alla sirena, i nostri hanno conquistato il referto rosa e con esso il passaggio agli ottavi!
Non inganni comunque l’ampio scarto finale, quelli dell’Adda, infatti si sono dimostrati tosti
e quantomai combattivi, a conferma di come da qui in avanti ad ogni match l’asticella vada
spostata sempre più in alto.
Ma andiamo alla partita: cominciamo un pochino contratti. Sarà l’importanza della posta in
palio, sarà l’emozione della “prima”, fatto sta che abbiamo un po’ la “manina”. Meno male
che dall’altra parte ci imitano con passione. Risultato, il punteggio si muove con il
contagocce. Nota bene: alterniamo spesso buone giocate con altre degne del circo Barnum.
Consiglio della redazione: conservare gelosamente (e replicare il più possibile!) le prime,
dimenticandosi delle seconde! Nonostante tutto in difesa non ci comportiamo per nulla male
riuscendo a chiudere il primo quartino con un vantaggio per nulla da buttare: 22-9 e si
continua la danza! Nei secondi dieci i nostri avversari ci provano in tutti i modi, riuscendo
ad avvicinarsi anche sotto la doppia cifra di vantaggio. Da parte nostra somigliano ad una
fuoriserie che non riesce a scaricare sull’asfalto tutta la potenza del motore. Slittiamo un
pochino da una parte e dall’altra, ma rimaniamo comunque in carreggiata, riuscendo
addirittura a metter lì un più dodici all’intervallo lungo che, se da un lato non basta a farci
dormire sonni tranquilli, dall’altro ci fa passare un sereno intervallo.
Come spesso accade il terzo parziale si rivela quello decisivo. Rientriamo infatti in campo
con l’atteggiamento giusto, e si vede! Difesa coriacea che produce fulminei ribaltamenti di
campo e facili appoggi. Siamo bravi a sfruttare l’abbrivio e a mantenere l’inerzia dalla nostra
per tutti i dieci giri di lancette. E siccome di solito chi semina bene poi finisce per
raccogliere, quello che ci ritroviamo nel paniere sono ventuno dolcissimi punticini di
vantaggio da gestire nell’ultima frazione di gioco, che a dire il vero non muterà le sorti d’un
match ormai incanalato. Dal 56-35 di fine terzo si arriverà infatti al 76-41 finale che serve a
sancire il passaggio dei Corvi-boys al turno successivo. Complimenti a tutti, ma testa subito
al prossimo, difficilissimo, impegno contro Seregno!
Un abbraccio giallorosso a tutti e….FORZA OSA!!!

C’era una volta…

C’era una volta

Molte delle storie più belle iniziano così. Ma questa è una storia speciale … è la storia di tanti bambini diventati ragazzi con la maglia della OSA addosso.

È la lettera di un papà al proprio figlio. Racconta di quel giorno in cui lo ha accompagnato al primo allenamento della sua vita.

Inizia così…

“Me lo ricordo bene: era ottobre, pioveva.

La maestra dell’asilo ci disse che nella palestra della scuola stavano per iniziare i corsi di pattinaggio e minibasket.

Quando ti ho visto contro il muro, con quel bernoccolo in fronte ho capito che avresti scelto di tirare a canestro.

Ti ricordi quanto ci abbiamo messo a preparare la borsa per la prima partita? La mamma ha stirato la divisa come fosse la miglior camicia di papà. Abbiamo messo un asciugamano grande ed uno piccolo, le ciabatte blu di spider-man, le tue preferite. Le scarpe nuove che pulivi tutte le sere, poi la borraccia e la roba di ricambio.

Chiudendo quel primo borsone ha avuto inizio un lungo viaggio, un viaggio bellissimo. Da un semplice gioco il basket è diventato per te una ragione di vita: quattro allenamenti, le partite anche lontano da casa, abbiamo girato decine e decine di palestre. Le discussioni tra chi fosse più forte tra Kobe e Lebron, quando eri felice dopo una vittoria. I silenzi in macchina quando tornavamo a casa dopo una sconfitta. Li vedo i sacrifici che fai, lo vedo l’impegno che metti per andare bene a scuola: giochi, studi, giochi e ancora studi.

Non è stato facile farti capire che lo studio viene prima di tutto; lo so che mi hai odiato in quei momenti, ma l’ho fatto per te, per il tuo futuro. Anche oggi sono qui, ho perso il conto delle partite ormai. Amo vederti giocare, a prescindere dal risultato. Il basket ti ha dato tanto: il rapporto con gli allenatori per crescere e maturare, le amicizie con i tuoi compagni di squadra, l’emozione di sognare. Perché lo so che se chiudi gli occhi ti immagini con la maglia della Nazionale alle Olimpiadi. Ed è giusto che sia così. Ma per me le Olimpiadi sono qualsiasi momento che passerai in palestra a divertirti. Divertiti quando diventerai un campione, divertiti quando giocherai in prima divisione con gli amici, divertiti sempre. E’ la prima regola dello sport. Perché è proprio l’amore per il gioco l’unico motivo, l’unica ragione, l’unico brivido, l’unica missione che non ti fermerà davanti a nulla.

E adesso vai e spacca tutto…”

 

Storia e video di La Giornata Tipo

 

RigogliOsa!

Vivisport Landriano – Osa: 49-67
Rigogliosi. Floridi. Come gli alberelli in fiore dei prati verdi di Landriano, le Corvi-troopers crescono sane e forti. Perché se è vero come è vero che per ratificare un “positivo” ci vuole pur sempre il suo bel “negativo”, allora non si può non pensare alla sonora scoppola subita all’andata da quella stessa Vivisport contro la quale i nostri, stavolta, hanno portato a casa uno dei migliori foglietti rosa di questa stagione. Determinati. Intensi. Vogliosi. Che questo fosse un gran gruppo era cosa già nota ai più, ma quello scalato nell’assolato pomeriggio di Landriano è un gradino importante: mai come stavolta s’è visto gioco d’assieme e voglia d’aiutarsi in campo. Consapevolezza della propria forza e di come questa si possa esaltare nel cercare il compagno libero, piuttosto che nel cercare difficili soluzioni solitarie. Un’orchestra capace di una sinfonia perfetta perché suonata da tutti gli strumenti a sua disposizione.
Nello splendido pomeriggio Landrianense, tra alberi in fiore e prati verdi, c’è giusto il tempo d’una piacevole passeggiata e d’un buon caffè, prima di sedersi sulle tribune del bellissimo impianto della Vivisport. Avversario più che temibile, capace all’andata di imporci l’unico stop subito finora. Avvio di gara contratto da entrambe le parti. Evidentemente l’importanza della posta in palio gela le mani e blocca i braccini da ambo le parti. 6-9 noi a metà quarto che parla da solo. Ne mettiamo qualcuno in più frutto sopratutto d’una difesa asfissiante, e riusciamo a chiudere il primo sul più nove: 15-24, che in fondo per come era iniziata non suona mica male.
Anche nei secondi dieci giri di lancette il punteggio si muove con l’esuberanza d’una tartaruga zoppa. A quattro dalla fine, sul 17-29 nostro qualcuno comincia a considerare i canestri alla stregua di inutili orpelli. Ma, nonostante un’avarizia nel segnare degna di Scrooge, manteniamo una difesa-bunker che ci consente di andare negli spogliatoi sulla doppia cifra di vantaggio: nulla di definitivo per carità, ma molto meglio essere dieci sopra che sotto…
Pare che, almeno da un po’ di tempo a sta parte, noi si goda d’un certo feeling con il terzo quarto. Infatti, pure stavolta, rimettiamo le scarpette sul parquet nella maniera giusta. 28-41 a metà tempo che si gonfia come una torta in forno fino a toccare il maestoso 35-54 con cui chiudiamo il penultimo, graditissimo, parziale. Tutto fatto? Pratica archiviata? Nemmeno per sogno! Neanche il tempo di godersi il caldo tepore d’un pomeriggio praticamente estivo, che quei bricconi mai domi di Landriano sfoderano un parzialone di nove a zero dimezzando lo svantaggio e costringendo Coach Corvi ad un immediato timeout. Dal quale (complimentoni Coach!!!) ne usciamo come meglio non si potrebbe: ne mettiamo sette uno di fila all’altro e, quando il tabellone ne lascia solo 2:46 ancora da giocare, ci ritroviamo sul 44-61 molto, ma Molto, più tranquilli di prima! Finisce 49-67 e si “vendica” la sconfitta subita all’andata, ma, ancor più importante, rimane la consapevolezza dei progressi compiuti
dai ragazzi da quel momento ad oggi. Non rimane che continuare su questo percorso virtuoso. Un abbraccino a tutti e….FORZA OSA!!!
(BV)

SciccOsa!

Osa – Here You Can: 82-58
Benedetto terzo quarto! Mai infatti come stavolta vale la regola che proprio quello spesso si riveli il periodo decisivo di un match. Avversari tenaci, più duri del guscio d’un ostrica questi di Pavia, ma si sapeva. Solo un marziano appena atterrato sulla terra e che si fosse presentato a match ormai concluso al PalaPavoni, guardando il tabellone , avrebbe potuto pensare si fosse trattato di contesa semplice. Ben più delle canoniche sette camice abbiamo dovuto sudare per portare a casa l’ambito foglietto rosa, pronti via, e dalla pistola dello starter scattano due proiettili che si inseguono a colpi di canestri. Un entrata di qua, una bomba di là. Ci si risponde colpo su colpo senza mollare d’un centimetro. Risultato: dopo i primi dieci giri di lancette la parità è pressoché totale, 20-19 noi e secondo quarto che comincia con un paio di buone idee dei Corvi-boys che ci fanno prendere un cicinin di margine: tocchiamo la doppia cifra sul 34-24, che i nostri avversari limano fino al 38-30 con cui si torna negli spogliatoi.
E qui c’è da chiedersi cosa Coach Andrea sussurri ai suoi durante quei magici dieci minutini che cambieranno il corso del match. Parole magiche? Pozioni segrete? Non ci è dato sapere, fatto sta però che quelli in canotta giallorossa rimettono in campo le scarpette che sembrano posseduti. Difesa asfissiante, attacchi precisi, contropiedi fulminei, rimbalzi e precise aperture che fatturano cesti a ripetizione. Si alza lo sguardo e sulla tabella si legge un incredibile 46-32 a nemmeno metà parziale. Non molliamo la presa e lasciamo che la brezza ci spinga fino all’ottimo 56-40 con cui si chiude il parziale che finirà per rivelarsi decisivo. Ma come era ovvio attendersi, a basket si gioca in due, e quelli dell’Here You Can ci fanno sapere forte e chiaro che mica son venuti qui in vacanza, e ci mettono del loro per rientrare nel punteggio. Tecnico e atletici anzichenò, i pavesi sono una fior di squadra e con un mini- break in apertura di quarto periodo si riportano sotto. 61-48 e timeout più che opportuno chiamato da Coach Corvi, che risfodera una volta di più le sue capacità taumaturgiche rimandando sul parquet un quintetto capace di produrre il parziale di sei a zero che di fatto segnerà il destino della contesa: 67-48 con meno di cinque giri di lancetta ancora e inerzia che non cambierà più fino alla sirena finale!
Bene così dunque, bella (e difficile…) vittoria contro un’ottimo avversario. Ci manteniamo al comando della classifica e questa è cosa buona e giusta, ma la testa deve subito andare al prossimo impegnativo e ravvicinato incontro con quella Vivisport che all’andata è stata capace d’imporsi alla Murat, costringendoci all’unica sconfitta di questo girone Gold. Forza ragazzi, quindi, perché come si suol dire: quando il gioco si fa duro…
Un abbraccetto a tutti e…FORZA OSA!!!
(BV)

VirtuOsa!

Soul Basket – Osa: 47-55
Bella lì raga! Pare proprio che c’abbiamo preso gusto coi referti rosa. Con questo sono cinque di fila gli “scalpi” che adornano il nostro tepee, roba da far impallidire pure Toro Seduto e la sua tribù! Se poi ci mettiamo pure le tre vittorie prima dell’unico “inciampo” contro la Vivisport, fanno ben sedici punti e primato in classifica: tanta roba!
Ma quello che piace di più è l’atteggiamento in campo: sicuri, combattivi, grintosi…insomma…un Gran gruppo signori miei! E a dimostrazione niente di più esemplificativo degli splendidi “ululati” d’incoraggiamento dei compagni dalle gremite tribune del PalaArialdo. Così, con questo spirito, fidatevi di me, il rischio è di andare lontani assai!
Palla a due, e cominciamo come meglio non si potrebbe: subito avanti di cinque, per un benaugurante 6 a 1 che diventa 10 a 5 e s’allarga poi fino al 16 a 7 nostro che chiude un primo quarto per nulla malvagio. Poi accade l’imprevedibile…senza alcun preavviso il fin lì inappuntabile tabellone tira le cuoia! Le si tentano tutte in soccorso del moribondo, ma si rivelerà purtroppo una sfida disperata. Dopo le doverose esequie di rito, alla stregua di tante “vedove” inconsolabili, si sfoderano i potenti mezzi a disposizione: un segnapunti molto in voga ai tempi delle guerre puniche e smartphone a non finire a segnare tempi come se fossero quindici partite diverse! Ma a noi non ci fermano nemmeno a usare la clessidra o il sestante…nonostante la pausa forzata, infatti,rimaniamo con la testa nel match. 11-24 noi a più o meno metà quarto (l’ora ormai si calcola con la meridiana!), e 17 a 30 all’intervallo lungo. Nel terzo pare che vogliamo proprio chiuderla lì e tocchiamo pure il massimo vantaggio sul più quindici. Ma bisogna fare i conti con gli avversari, e quando questi sono una squadra del calibro del Soul Basket può essere che la pagnotta si riveli dura da masticare. Atletici e con talento da vendere, quelli in canotta bianca non mollano. Per nulla convinti a svendere la pellaccia sottocosto, recuperano punti su punti arrivando fino ad un pericolosissimo meno sei a metà ( più o meno…a seconda dei fusi orari…) dell’ultimo tempo. E qui siamo bravi noi. Non ci sfaldiamo, i crapini rimangono concentrati sul pezzo, serriamo i ranghi e riusciamo a infilare un paio di canestrini che pesano come un lottatore di Sumo sovrappeso. Risultato: riprendiamo la doppia cifra di vantaggio mentre i tanti e diversi cronometri macinano il tempo ognuno al suo ritmo. 43-53 a 3 e spicci dalla fine e siamo più tranquilli di qualche attimo prima. Anche perché, nonostante i nostri orgogliosi e coraggiosi avversari ci provino fino all’ultimo, teniamo saldo il manubrio in mano fino a tagliare il traguardo con le mani alzate!
Bene così quindi, ma come sempre testa bassa e pedalare, perché di sicuro la partita più difficile sarà sempre quella che dobbiamo ancora giocare. Un abbraccio grossino a tutti e…FORZA OSA!!!
(BV)

FuriOsa!

Tigers – Osa: 54-57
Partiamo dalla fine…quasi dalla fine. Sulla tabella lampeggiano gli ultimi due minuti e
quarantacinque secondi. 54 a 50 per gli avversari di giornata, ovvero nientemeno che quei
Tigers che, come noi del resto, hanno finora perso un solo incontro in questo girone gold.
Ne mettiamo tre con una bomba siderale, e ci portiamo sotto d’un misero punticino. Un paio
d’azioni pasticciate sia da una parte che dall’altra( come, ad onor del vero, tante se ne sono
viste durante il match…), ghiacciano il punteggio fino ad un solo giro di lancette dalla
sirena, quando ci ritroviamo in lunetta con due liberi santissimi. La palla pesa come un
blocco di ghisa e scotta come olio bollente, ma nonostante tutto manteniamo il sangue
freddo e li mettiamo tutti e due! Siamo sopra di uno! Ci restano sessanta secondi al calor
bianco. Difendiamo che neanche all’assedio di Costantinopoli, e quando l’arbitro fischia i
ventiquattro ci ritroviamo con il pallone in mano a trentanove lunghissimi secondi dalla
fine. Manco a dirlo la perdiamo in maniera banale. Timeout Tigers a 33 rintocchi del
pendolo. Buon attacco neroarancio che frutta un semigancio niente male, la palla danza sul
ferro, ma gli dei del basket, come si sa, talvolta gli piace fare i burloni e la soffiano via. La
boccia ci cade in mano e, con un lancio tipo quarterback, ne troviamo uno solo soletto sotto
canestro: 54-57, e adesso ci resta solo da difendere come mastini. Imbastiamo la linea
Maginot sulla linea dei 6,25 e riusciamo a non farli tirare, e quando parte la sirena a noi pare
la più dolce delle melodie!
Ahhh che gioco il basket! Mica per nulla il più bello del mondo! Una volta allertate le unità
coronariche d’emergenza, infatti, tutto il resto è autentica adrenalina. Una spremuta
d’emozioni regalataci da due squadre che hanno saputo affrontarsi a viso aperto
confezionando una trama degna del più imprevedibile dei thriller. Stavolta la differenza l’ha
fatta un tiro che invece d’infilarsi nella retina ha deciso di prendere una strada diversa:
destino crudele, ma questa è la pallacanestro, baby!
Complimenti quindi ad avversari che, va detto, per lunghi tratti hanno condotto nel
punteggio, anche con vantaggi in doppia cifra, ma bravi pure i nostri a non mollare mai,
credendoci fino alla fine. Che potesse essere un match dal punteggio basso, era cosa
preventivabile. Entrambe le squadre sentono l’importanza della posta in palio, e partono un
po’ contratte. Ne mettiamo qualcuno noi all’inizio, ma le troppe palle perse ci condannano
consegnando l’inerzia alle “tigri”. Si corre tanto, pure troppo forse, sia da una parte che
dall’altra. I padroni di casa cercano di chiuderla, noi siamo bravi a rimanere aggrappati al
match come cozze allo scoglio. Nell’ultimo quarto qualche buona scelta in attacco ci
permette di ricucire il divario fino all’elettrizzante finale di cui sopra.
Refertino rosa quindi, e gran soddisfazione per una vittoria contro avversari che in passato
(anche recente…) ce le avevano suonate spesso e volentieri. Bravi tutti, quindi, ma barra a
dritta e avanti tutta! Perché il cammino è ancora lungo e irto d’insidia. Un grosso abbraccio
a tutti e…FORZA OSA!!!

PreziOsa!

Osa – Pol. Meta 2000: 61-40
Gara chiave quella che va in scena nella “tana” di via Murat. Di fronte ci troviamo una Pol. Meta 2000 che, classifica alla mano, si presenta come avversario quantomai ostico (previsione che si confermerà nei quaranta di gioco!). Tra classici acciacchi stagionali e infortuni un po’ meno “stagionali”, ci ritroviamo decimati che neanche un’invasione di cavallette avrebbe fatto più danni! Va detto che comunque i “superstiti” si dimostreranno comunque all’altezza della situazione. Dopo alcuni attimi di panico, passati alla ricerca d’un anima pia disposta a fungere da cronometrista, si comincia. Sin dalla palla a due s’intende con chiarezza quale sarà il filo conduttore della contesa: totale equilibrio. Noi si cerca di avvicinare il canestro in penetrazione o con gli scarichi all’uomo meglio piazzato, anche se va detto che ne sbagliamo più di quelle che dovremmo. I nostri avversari, invece, puntano molto sul tiro da oltre la linea dei tre punti e, purtroppo per noi, la mettono spesso e volentieri! Il 15 pari con cui si chiude il primo quarto, comunque, rispecchia alla grande l’andamento d’un match che è molto lontano dal prendere una direzione precisa.
Nei secondi dieci giri d’orologio proviamo a spingere sull’acceleratore, ma siamo ancora troppo imprecisi, sopratutto da sotto. In compenso quelli del Meta “sporcano” un pochino le medie da fuori consentendoci di chiudere all’intervallo lungo con cinque punticini di vantaggio sul 30-25: nulla di cui andare in piazza a festeggiare, ma comunque qualcosa, sopratutto in un incontro in cui l’equilibrio è stato finora sovrano assoluto!
Nel basket, almeno così si suol dire, spesso il quarto decisivo è quello che viene subito dopo il secondo, e così capita pure stavolta. Non ci è dato sapere se le sane rampogne di coach Corvi abbiano proprietà terapeutiche, fatto sta che dagli spogliatoi esce un’ Osa nemmeno lontana parente di quella che v’era entrata dieci minuti prima.
Adesso la difesa sembra Fort Apache. Pressiamo la palla come come se ci trovassimo di fronte Belen Rodriguez. Andiamo a rimbalzo che sembriamo ranocchie dopate. Intercettiamo palloni che neanche lo scudo spaziale. In compenso in attacco troviamo soluzioni ad alta percentuale sia da fuori che da sotto, coinvolgendo tutti i giocatori in campo. Risultato, fatturiamo punti su punti aumentando il vantaggio fino allo scintillante 50-33 con cui chiudiamo un trionfale (e alla fine pure decisivo…) terzo parziale. Nei 600 secondi che ci separano dalla sirena, si tratta di non perdere la concentrazione e di tenere ben salda la presa sul timone. Così facciamo, riuscendo a condurre in porto il vascello giallorosso, sospinto a gran voce dal tifo dell’infuocata “torcida” di casa. Nonostante i generosi e ammirevoli tentativi di “rientro” dei nostri mai domi avversari, il 61-40 che illumina la tabella alla fine dei quaranta ci permette di portare a casa un referto rosa che pesa come un macigno, sopratutto alla vigilia dello scontro al vertice contro la corazzata Tigers. Testa bassa quindi e spingere sui pedali, consapevoli come (e non potrebbe essere altrimenti…) la strada è ancora lunga e gli ostacoli da affrontare numerosi e impegnativi…al
limite, di quando in quando, una bollicina…giusto per stemperare un po’ la tensione! Un grosso abbraccio a tutti e…FORZA OSA!!!
(BV)

Espugnata Cermenate prima in classifica

Virtus Cermenate – SocialOsa 67-74 (18-18; 35-35; 54-54)
Bega 9, Scaletti 19, Lissi 7, Nolli 4, De Stefano 9, Mariani 2, Vendramin 6, Pacifici 8, Palumbo 4, Potenza 2, Gatti 2, Cicogna Mozzoni 2. All. Longoni-Corvi

Dopo la bella vittoria del giorno precedente, gli U14 ci regalano un altro fantastico successo battendo la prima in classifica sul campo di Cermenate domenica mattina. Pronti via squadre sveglie, belle giocate: il vantaggi presi dalle due squadre sono minimi e vengono sempre colmati dall’avversario ed il primo quarto finisce 18 pari. Seconda frazione sulla stessa linea della prima con Cermenate che piazza due bombe (come aveva fatto nel primo quarto, 4/4 fino a questo momento) ma Osa riesce a rimanere in scia: 35-35 all’intervallo lungo. Nel terzo quarto è Osa che cerca la fuga, ma senza mai creare un vero gap di punteggio nonostante il bel gioco mostrato: 54-54 dopo 30 minuti. Solo nel quarto periodo Osa riesce a prendere 10 punti di margine che rimangono tali fino al tentativo di rimonta della squadra di casa che però non riesce, questa volta, a colmare totalmente lo svantaggio. Finisce 67-74 una partita avvincente che i nostri ragazzi portano a casa con merito. Bravi!

Vediamo se riusciremo a confermare la prestazione fra 7 giorni fra le mura amiche con gli stessi avversari.

Prossima gara Sab 22/12/2018 ore 16.30: Osa-Virtus Cermenate

Let’s Go Osa!
(AC)